Riordino delle carriere, contratto di lavoro, sicurezza e salute. Venti di protesta nelle caserme

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GIORNALE LIBERTA’ DI PIACENZA
martedì 13 febbraio 2001

Riordino delle carriere, contratto di lavoro, sicurezza e salute.
Venti di protesta nelle caserme

La rivolta dei sottufficiali

Anche militari piacentini al corteo del 24 febbraio

Il malumore c’è, ma non si vede. Nelle caserme piacentine, come in quelle di tutto il resto d’Italia, sta montando la protesta dei sottufficiali, che a Piacenza sono quasi duecento, per la situazione riguardante il riordino delle carriere ed il nuovo contratto di lavoro. Una protesta portata avanti in punta di piedi. Che ha trovato ospitalità in un sito Internet (www.militari.org) e che sfocerà il prossimo 24 febbraio a Roma in una vera e propria manifestazione di piazza, alla quale hanno annunciato la loro presenza anche militari dell’Esercito di stanza a Piacenza. «Io ci andrò» conferma all’uscita della Caserma “Nicolai” un maresciallo, che chiede espressamente di rimanere anonimo.

«Non ho paura delle mie idee – ci tiene a precisare – ma nel nostro ambiente certe esternazioni possono essere pericolose. Noi non siamo civili, non possiamo mica scioperare». Qualche giorno fa, un altro sottufficiale in servizio a Piacenza ha chiesto ospitalità alla nostra rubrica “Libertà di Parola” per sollecitare gli stesso problemi. «Sono uno dei tantissimi – precisava nello scritto – che ha inviato un fax (per esprimere insoddisfazione sul riordino delle carriere e contratto di lavoro) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ forse uno degli ultimi regali che ci vuole lasciare questo Governo prima delle elezioni».

Il corteo di protesta del 24 febbraio, che seguirà un itinerario ancora da stabilire, sarà promosso anche per sensibilizzare l’attenzione sui temi della sicurezza e della salute, alla luce delle ultime vicende legate all’uranio impoverito, ma anche dell’amianto presente sulle navi o degli emoderivati. Ai partecipanti è raccomandato di vestire in borghese, ricordano gli organizzatori dell’Assodipro, l’associazione di militari che regge le redini di questa iniziativa, per non incappare in sanzioni disciplinari.

L’appuntamento di fine mese a Roma è lo sbocco naturale di una protesta che corre da tempo – anche se “in apnea” – tra i circa 120mila militari italiani (di cui 80mila sottufficiali) in servizio effettivo nell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica, interessati dal rinnovo del contratto di lavoro.

A suscitare i malumori dei militari, in particolare dell’ampio numero di sottufficiali, è l’ipotesi di riordino delle carriere che finirebbe per allungare i gradi e rallentare gli adeguamenti salariali. Nel frattempo, è esplosa la vicenda dell’uranio impoverito e più in generale il tema della sicurezza dei militari nelle caserme. Tanto da far ammettere a qualche sottufficiale che, se nelle caserme si dovesse applicare alla lettera la 626 (cioè il Decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) in molte dovrebbero chiudere.

Sul tavolo delle rivendicazioni anche la mancata riforma della rappresentanza nel senso di un organismo efficace ed autonomo rispetto all’ordinamento, l’inclusione di un’indennità operativa nella buonuscita, i ritardi per i decreti definitivi di pensione, esclusione del personale in ausiliaria dai benefici economici. Il sito Internet che propaganda la giornata di protesta ricorda che per informazioni è possibile telefonare allo 0333 8475305. «Ci è giunta voce – precisano inoltre gli organizzatori – che nella stessa giornata si svolgerà in Roma un’analoga manifestazione promossa da organizzazioni spinte da scopi politici (partitici) che nulla hanno a che vedere con l’Assodipro.

Noi respingiamo ogni forma di strumentalizzazione politica sottolineando che la nostra manifestazione/convegno è al di fuori dei partiti e sara’ curata e gestita direttamente da noi dell’Assodipro. Va stroncata sul nascere anche qualsiasi strumentalizzazione. Le uniche fonti ufficiali ed attendibili sono le 18 sedi Assodipro in Italia; i siti web dell’organizzazione: www.militari.org e http://space.tin.it/clubnet/pbdica/index».

Giorgio Lambri
giorgio.lambri@liberta.it

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