Padre malato, Caporale dell’esercito scrive una lettera al capo dello Stato

Articolo apparso su: Assisla – lug 2016

Per il ripopolamento del sito web di http://www.militari.org/ proponiamo ai nostri lettori alcuni VECCHI ARTICOLI dei nostri soci e/o dirigenti di As.So.Di.Pro.

MARCIANISE (Caserta) – Un appello al Capo dello Stato per ottenere il trasferimento di un soldato a cui è negato, a causa della distanza tra casa e lavoro, di assistere il padre in fin di vita: lo ha lanciato Luca Tartaglione, delegato nazionale del Co.Ce.R. (Consiglio centrale di rappresentanza) delle forze armate. In una lunga lettera Tartaglione ha esposto il caso: il soldato Domenico Cirillo è in servizio nel sesto reggimento trasporti di Budrio (Bologna), mentre il padre Raffaele, affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica, vive a Marcianise (Caserta). “Il soldato Cirillo – ha scritto Tartaglione – corre su e giù sulla tratta Budrio-Marcianise poiché è l’unico che fisicamente può spostare nel letto il papà, di 80 chili, per evitare la formazione di piaghe da decubito”.

Tartaglione ha poi aggiunto, rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Mi aiuti a fare questo regalo di Natale al signor Raffaele Cirillo“, disponendo che il figlio Domenico “possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere a Marcianise, quando il padre terminerà le sue tremende sofferenze” Signor Presidente, lasci che il Signor Cirillo Raffaele affetto da S.L.A. ( sclerosi laterale amiotrofica malattia del motoneurone degenerativa e progressiva nel provocare disabilita’ motoria totale) termini le sue sofferenze terrene tra le braccia del figlio Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano Domenico Cirillo, in servizio presso il 6° Reggimento Trasporti di BUDRIO (BO).

Signor Presidente, il soldato Cirillo, si e’ visto rigettare la domanda di trasferimento formulata ai sensi dell’art. 33, comma 5, L.104/92, verosimilmente perché nel comune di residenza del padre malato esistono parenti e/o affini entro il 3° grado di parentela in grado di prestare assistenza(?).

Signor Presidente, la camera da letto del signor Cirillo Raffaele non ha per arredamento i mobili ma delle macchine che servono a tenerlo in vita: respiratori, bombole di ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore chirurgico e tutto ciò che serve per poter respirare, perché Signor Presidente, ormai può solo respirare. Il Signor Raffaele Cirillo, non può uscire, non può giocare con i nipoti, non può parlare con i figli, non può nemmeno chiedere aiuto alla moglie ( tra l’altro invalida per più del 75%) ma comprende tutto e soffre per la lontananza del suo figlio adorato che con orgoglio sa di essere un Soldato di Pace della Repubblica Italiana.

Signor Presidente, la s.l.a., purtroppo, ti immobilizza in un letto, ma ti dà la capacità di comprendere fino alla fine tutto ciò che succede intorno; il signor Cirillo è un uomo perfettamente cosciente che non può muovere un dito e nemmeno dire al figlio “ ti voglio bene”; il signor Cirillo non ha più funzioni motorie, non può difendersi, non può cambiare la sua posizione, determinante per lenire le tremende piaghe da decupido, esso è dipendente da altri al 100%, la sua tremenda malattia è in una fase estremamente critica, Egli infatti respira attraverso la tracheostomia e dipendenza dal ventilatore polmonare meccanico e necessita di aspirazione dei muchi dalla cannula con l’aspiratore chirurgico sino a 10-12 volte al giorno.

Signor Presidente, il soldato Cirillo corre su e giù sulla tratta Budrio (BO) – Marcianise (CE) (residenza del Padre) poiché è l’unico che fisicamente può spostare il papà, un adulto di 80 kg, nel letto per evitare la formazione di piaghe da decupido, e lo fa con estrema devozione e amore destinando ogni sua sinergia psico-fisica; e ciò è molto bello Signor Presidente, io stesso sono padre di 4 figli e spero di ricevere lo stesso amore che il soldato Cirillo riversa sullo sfortunato genitore.

Signor Presidente, dal 13 aprile 2007 (circa 8 mesi) il soldato Cirillo attende di essere ascoltato dal Ministro della Difesa come da istanza formulata ai sensi del art. 39, comma 5, del Decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 1986, n. 545.

Invero, Signor Presidente, non tutti i colleghi della sua Caserma sono restati indifferenti alla sofferenza del soldato Cirillo, tanto che un suo Rappresentante – delegato Co.Ba.R. Sergente Roberto Fiore – ha scritto una lettera al Comandante di Reggimento postulando, con toni decisi ed aspramente commisurati alla situazione, AIUTO E SOLIDARIETÀ per il soldato Cirillo e per il suo povero Padre Raffaele, purtroppo a questo appello del delegato Co.Ba.R. è seguito un’avvio di procedimento disciplinare a carico dello stesso. Ma questa, Signor Presidente, è un’altra storia che certamente può servire per la formulazione della Riforma della Rappresentanza Militare attualmente in discussione al Senato della Repubblica.

Signor Presidente, affido quest’appello a mezzi mediatici solo ed esclusivamente perché la situazione del Signor Raffaele Cirillo non può attendere le notorie lungaggini burocratiche.

Signor Presidente, mi aiuti a fare questo regalo di Natale al Signor Cirillo Raffaele, conceda un po’ della sua immensa umanità a questi figli della Repubblica, disponga giacché il soldato Cirillo possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere in quel di Marcianise, allorquando il Padre Raffaele terminerà le sue tremende sofferenza terrene e si presenterà alla presenza di Dio.

Buon Natale Signor Presidente.

Con deferenza
“Luca Tartaglione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top