Riordino delle carriere Forze Armate: iter parlamentare ed entrata in vigore


Riordino delle carriere delle Forze Armate e di Polizia: da diverse settimane si parla delle novità della riforma, ma ad oggi non c’è stata ancora l’approvazione definitiva.

Ma non c’è nulla da preoccuparsi poiché in questi giorni il testo del riordino delle carriere sta semplicemente seguendo l’iter parlamentare previsto dal nostro ordinamento. Prima dell’approvazione definitiva, infatti, il decreto legislativo deve essere sottoposto al parere delle due Camere e solo allora ci potrà essere la votazione finale da parte del CdM.

Approvato il 24 febbraio, in questi giorni la bozza del decreto è in esame presso le commissioni. Per la votazione finale, però, non c’è ancora molto da attendere; ecco quale potrebbe essere il momento giusto per l’approvazione definitiva e quando entrerà in vigore il riordino delle carriere che porterà con sé molte novità per le Forze Armate e di Polizia.

Riordino delle carriere delle Forze Armate: l’iter parlamentare

Il riordino delle carriere verrà introdotto tramite l’approvazione di un decreto legislativo; nel nostro ordinamento questo è l’atto normativo, avente forza di legge, adottato dal Governo per delega espressa e formale del Parlamento.

Per alcune materie, salvo quelle coperte dalla riserva di legge formale, il Parlamento può decidere di non disciplinare nel dettaglio una determinata materia, stabilendone solamente i principi e i criteri direttivi che il Governo deve rispettare. La “cornice” del decreto legislativo è stabilita dalla legge delega, approvata da entrambe le Camere, la quale disciplina sia l’ambito che i limiti ai quali il Governo dovrà attenersi.

Tutto questo, per il riordino è già successo ed è culminato con l’approvazione della bozza da parte del Consiglio dei Ministri del 24 febbraio. Adesso ha inizio la seconda fase, quella del parere del Parlamento.

In realtà nel nostro ordinamento non c’è una norma che lo prevede, tuttavia negli ultimi anni si è diffusa la prassi per cui prima dell’approvazione definitiva da parte del CdM, viene chiesto un parere alle Commissioni parlamentari competenti in materia, ma il Governo non è comunque obbligato ad accogliere le osservazioni.

Per il riordino delle carriere, quindi, siamo in questa fase. Come potete vedere dal documento scaricabile cliccando qui, il testo della bozza approvata dal CdM è stato trasmesso alla Presidenza del Senato il 2 marzo 2017 e adesso si attende un parere da parte della commissione competente.

Martedì 21 marzo, invece, è iniziato l’iter nella commissione difesa della Camera che sta esaminando lo Schema del decreto legislativo recante il riordino dei ruoli e delle carriere delle Forze Armate. In questi giorni si saranno dei nuovi confronti con le rappresentanze e con i sindacati, dopodiché il Consiglio dei Ministri riceverà un parere da entrambe le Camere.

Parere che dovrebbe arrivare entro due mesi dall’invio del decreto al Parlamento, quindi entro la fine di aprile. Dopodiché il CdM prenderà le dovute decisioni; ma sia nel caso in cui decidesse di accogliere i pareri delle commissioni, sia in quello contrario, dovrà approvare nuovamente il testo.

Riordino delle carriere delle Forze Armate: entrata in vigore

Il CdM dovrà approvare il testo definitivo in tempo per permettere al riordino di entrare in vigore dal 1° ottobre 2017, insieme agli effetti economici che ne derivano. Uno di questi riguarda gli 80 euro del Bonus Forze Armate, che diventeranno strutturali in busta paga.

Per questo motivo il personale delle Forze Armate e di Polizia, che attendono con ansia l’erogazione del bonus nella busta paga di aprile, riceveranno gli 80 euro solamente fino a settembre. Dopodiché, per gli ultimi tre mesi dell’anno il bonus sarà versato in un’unica soluzione con un importo leggermente ridotto (si parla di 60€, ma non ci sono ancora conferme ufficiali).

Il riordino delle carriere però sarà a regime solamente alla fine del 2018, quando tutto il personale delle Forze Armate avrà beneficiato, e continuerà a farlo per anni, delle sue conseguenze positive.

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