AMIANTO NEGLI ARSENALI E NELLE BASI NAVALI MILITARI


Associazione Solidarietà Diritto e progresso
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Carlo Di Carlo
Vicepresidente nazionale dell’Assodipro, l’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso

del 15-02-2005 – L’Assodipro sta costituendo un staff legale per difendere le vedove dei militari che sono morti per malattie associate all’amianto e che hanno prestato servizio nella base del cosiddetto Primo ROC dell’Aeronautica del Monte Venda, centro di controllo aereo che si trova sui Colli Eugànei, in provincia di Padova.
Si tratta di una struttura composta di bunker uniti da una lunga galleria sotterranea, rivestita d’amianto, dove venivano impiegate centinaia di militari, anche di leva. La base è stata attiva fino al 1994. Tra i militari che hanno lavorato sul Monte Venda ci sono circa una ventina di morti per sospetta asbestosi, la malattia che causa la fibra dell’amianto..

Quando entrò in vigore la legge sull’amianto come rappresentanti COIR (consiglio intermedio di rappresentanza) fecero subito una segnalazione con una delibera, perché l’intera base era rivestita di pareti di amianto. Poi due anni dopo si arrivò alla chiusura, anche perché era più facile farne un’altra piuttosto che bonificare la vecchia. La base si è poi trasferita a Poggio Renatico, vicino a Ferrara. Al momento ci sono solo un piccolo gruppo di marconisti sulla vetta.

A settembre del 2004 il sostituto procuratore Sergio Dini della procura di Padova ha cominciato a raccogliere dati relativi alla ventina di decessi di persone impiegate. L’ipotesi di reato per la quale il magistrato sta procedendo è quella di omessa esecuzione dell’incarico: il pm intende verificare se i vertici militari dell’Aeronautica abbiano informato o meno ufficiali e sottufficiali, che per anni hanno lavorato nelle basi foderate di amianto, del rischio che correvano esponendosi alle fibre di questo materiale. Vi è anche un fascicolo sulla vicenda aperto dalla procura presso il tribunale ordinario, che procede per omicidio colposo.

L’obiettivo ora è quello di ottenere per tutti i militari che si sono ammalati o che sono decedute il riconoscimento della causa di servizio e il danno biologico.
Se al momento si ipotizza che i decessi possano essere una ventina, è probabile che questo numero aumenti, perché si comincia solo ora a mettere in relazione l’amianto anche con altre forme di tumori: non solo quelli alle vie respiratorie ma anche quelli alle vie urinarie. Per di più l’incubazione delle malattie può durare anche diversi decenni.

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